Un viaggio contiene in sé sempre e comunque il potere della trasformazione, camminare, andare in bicicletta, sostare, guardare, meditare anche semplicemente per riposarsi seduti sotto un albero, piccole azioni , che fanno la differenza all’interno della nostra vita frenetica dove spesso ci si dimentica di noi, per rincorrere il tempo. “Devo liberarmi del tempo e vivere il presente, giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante”(Alda Merini).
Carmine Papa , ideatore, dell’Appia Week , più di altri ha compreso, il valore emotivo , che gli ha trasmesso percorre la via Appia da Santa Maria a Vico (CE) a Brindisi, nell’agosto del 2018.
Aveva vissuto poche settimane , prima una grande disgrazia, che avrebbe messo in discussione tutta la sua vita futura. Prese la sua Warranted del 1920 e iniziò il suo “Viaggio in solitaria memoria”.
Perché’ proprio la Via Appia? La Via Appia ha in se un registro di memoria, anche carico di sofferenze e noi siamo un tutt’uno con l’universo e con tutto ciò che ci portiamo dietro da passati più o meno recenti, in una memoria collettiva, ma la Via Appia per la fattispecie è stata nel corso della storia romana ricordata come protagonista di numerose guerre e famose vicende, una fra tutte l’epilogo della rivolta di Spartaco, in cui 6000 ribelli vennero catturati e crocefissi lungo la strada da Roma fino a Capua.(tratto da Google).
Ma la “Regina Viarum” cosi come fu chiamata dagli antichi romani, era nota per lo splendore dei monumenti sepolcrali che ne ornavano i bordi come ancora oggi si vede dalle rovine lungo tutto il percorso. Da essa, dipendeva tutta l’organizzazione del traffico con l’Oriente, all’inizio partiva da Roma e arrivava fino a Capua, poi fu fissato il punto fino a Brindisi, dove due colonne, una delle quali ancora presente, indicavano il punto terminale della strada.
Carmine con la sua bicicletta, iniziò il suo viaggio, dove spesso il liscio basolato, rappresentava una difficolta, perché’ fastidioso e pericoloso per le strette ruote della sua vecchia Warrented.
Quindi il viaggio di Carmine fu un viaggio metaforico tra la fine e un nuovo inizio, tra monumenti funerari(memoria del suo lutto recente) ma anche ville, statue e torri, simbolo di rinascita di una strada abbandonata che ha ripreso nuova vita dal rinascimento.
Per Carmine la via Appia ha anche un potere evocativo, lui è nato sulla Via Appia e oltre a contenere i ricordi della sua infanzia e giovinezza, da sempre lui voleva promuovere, come impegno sociale , la sua terra.
Ecco perché’ l’Appia Week, perché Carmine ha visto in essa , prima ancora che fosse riconosciuta patrimonio dell’Unesco, la rinascita di un nuovo sud.
Oggi l’Appia week rappresenta un momento importante per Carmine che, anche nella veste di organizzatore, ha voluto coinvolgere le comunità presenti lungo la via Appia, per trasmettere quel potere “trasformativo” intimo , ma anche condiviso, che a lui ha dato la forza di continuare e vedere la vita e le sue “strade “ da un’altra prospettiva.
“Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose: la veduta dipende dallo sguardo” metaforicamente parlando, anche se la Via Appia è la stessa da secoli, dipende con occhi e con spirito essa viene percorsa.
